caterina senza scarpe

Name: caterina
Location: somewhere over the rainbow

Friday, June 12, 2009

vivere nella verità


Per Sabina vivere nella verità, non mentire nè a se stessi nè agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell'istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di ciò che facciamo ha più verità. Avere un pubblico, pensare a un pubblico, significa vivere nella menzogna. Sabina disprezza la letteratura nella quale gli autori rivelano ogni piega intima di se stessi e dei loro amici. L'uomo che perde la propria intimità perde tutto, pensa tra sè Sabina. E l'uomo che se ne sbarazza di sua spontanea volontà è un mostro. Per questo Sabrina non soffre per nulla di dover tenere nascosto il proprio amore. Al contrario, solo in quel modo può vivere nella verità.
Milan Kundera

Wednesday, December 12, 2007

calendario


E' stato un lungo anno...ho visto i fogli del calendario scivolar via, sono stata a guardare la vita crescere, i sentimenti sbocciare, e tanta gente andar via...accompagnarli alla stazione e vederli salire sul loro vagone e non vederli nemmeno voltarsi a dirmi "ciao". Ho visto questo...ho visto il dolore della perdita, l'ultimo soffio sul volto pieno di rughe...ho rivisto quelle mani, tante volte studiate, tante volte idealizzate...scritturate per una reportage fotografico e rimaste sole, lì...a stringere un sacchetto con un pò di terra, quella dove hai riposto il tuo destino. Il treno è partito, pieno di gente, andata via chissà...per propria volontà o perchè non poteva far altrimenti. Mi sono tenuta lontana dalla rete, ma sono stata ad osservare...i bambini già adulti diventar cosa?Adulti lo son già, non hanno più molta strada da fare, sentono già tutto loro ed io che sono avanti con gli anni mi tengo stretta alla memoria, a tutte quelle polaroid sfuocate nella vista, ma nitide dentro...con le voci che risuonano chiare e distinte e gli occhi che pizzicano ancora un pò per un rimprovero che a volte mi manca. "Non mangiar ciccolato, ti fa male", mi manca questo mentre spingo il carrello tra gli scaffali che non hanno più le girelle e i tegolini...mentre studio le varianti infinite degli yogurt ed un nonnino dall'aria distinta, con gli occhi inquisitori, mi punta il dito contro e mi chiede, con fare poco cortese, se posso andare a fargli le pulizie di casa. Mi manca mia madre che mi manda a comprare il bicchiere di nutella con 800 lire...mi manca lei affacciata al balcone, che sorride alla vita e adesso piange, perchè il vuoto che ha preso casa dentro di lei non accenna a volersene andare. Un anno, tanto è trascorso da quando ho deciso di lasciar bianco il nuovo post...volevo la mia vita, quella fatta di mani, di tatto...di vetri che d'inverno si appannano mentre ci respiri contro, di fiori che sbocciano sul terrazzo contro ogni previsione atmosferica, di partite instancabili ed infinite a carte, giocate fino a tarda notte, e finalmente, dico finalmente, di un uomo che si addormenta con te e che vuole ritrovarti al suo fianco al risveglio...quando ti senti davvero un edificio del 1700 in rovina ed il bagno ti sembra l'isola della salvezza da raggiungere dopo un naufragio. Allora, magari, cerchi di non far rumore, di lasciarlo nel suo dolce sonno tentando di scivolar via dal letto...e proprio quando credi che anche il secondo piede abbia toccato il gelido pavimento, senti che una mano prima ti cerca e poi ferma la tua fuga...dove sei stato per tutto questo tempo...perchè non apriamo mai abbastanza gli occhi...

Saturday, December 23, 2006

Ho messo via i barattoli inutilizzati,le buste della spesa le ho lasciate sul tavolo e stasera voglio attaccare lo specchio alla parete del bagno.Ho smesso i panni della sognatrice,niente valigie...niente viaggi,niente più sospiri parigini,ballate irlandesi,cerchiamo di essere realisti.Le dita odorano ancora di caffè e sul terrazzo il bucato si lascia accarezzare dal sole,a breve calera' dietro la casa blu con le tende gialle."Ripetilo ancora...il mio nome,dillo ancora una volta, suona così bene"e poi strizzavi gli occhi e ti lasciavi guardare...i capelli mi cadono sugli occhi ed odio stare a far la fila al centro commerciale...io col mio spazzolino per i denti in mano e loro col carrello pieno di regali,ma come li sceglieranno poi,acquisti senza sentimento.Nessuno mi chiede di raccontare...io lo farei,se trovassi due occhi desiderosi d'ascoltare, io lo farei,lo racconterei...ma tutti vanno di fretta e le mani non si stringono più.La festa è finita,l'anno è finito e la casella di posta tace.Mi porto il libro in borsa,ma dargli inizio è talmente difficile.

Monday, December 18, 2006


Pensavo che scrivere mi avrebbe risollevata,che qualche commento sarebbe fioccato prima o poi, che si potesse attaccare ancora una stella con un nuovo nome sull'albero di quest'anno, invece mi ritrovo più piatta che mai...un dicembre malinconico,con tanta pioggia,uno che mi chiama sorella ed un altro che ritorna dal passato a farmi sentire ancor più sola.Nessuno stravolgimento emotivo,nessuna sospresa,solo la mia casa.Non bevo vino,non posso nemmeno annegarci dentro quando il lettone mi sembra troppo grande ed il mio pigiama troppo ingombrante.I marciapiedi sono gonfi di pacchetti e mai come adesso pieni di pancioni,di mamme indaffarate a comprare bavaglini ed abitini da adulti.Ma io che cerco?Se un uomo non lo voglio,se la mia libertà vuole sempre spiccare il volo, perchè mi sento sola?E dalla copertina di una rivista salta all'occhio la frase "in due è meglio"...perchè da soli no?Perchè hanno dato a me inutilmente tutto questo romanticismo,a me che credo poco o niente in un progetto di vita comune,ma che mi spreco a spargere lacrime sullo sfondo di un film tutto baci e promesse eterne. Il mio lavoro rende poco di questi tempi,tocca scegliere il calendario per il nuovo anno.E sprofonderò tra le coperte anche stasera,davanti ad uno schermo di vita temporanea,col barattolo di nutella tra le mani e domani mattina mi stupirò ancora una volta di trovare il mio viso candido e senza incidenti allo specchio...i miei occhi mi parleranno poco e se lo faranno sarà per dirmi che posso sempre far meglio,in tutto e con tutti.Perchè non è mai abbastanza.

Sunday, November 12, 2006


mi piace attaccarmi alle orecchie voci che infiammano e mentre torno a casa dal lavoro sulla strada più solitaria portare il volume della mia autoradio alle stelle - "Sul palco faccio innamorare venticinquemila persone, poi vado a casa da sola."J.J. Vorrei che i biglietti al cinema costassero meno. Vorrei abbattere la parete che mi sta davanti e farci una bella finestra sul cielo e sul mare. Vorrei mangiare meno tavolette di cioccolato.Vorrei ricordarmi il giorno in cui ho visto la mia mamma per la prima volta. Vorrei che le persone mi credessero quando chiedo loro "come stai?". Vorrei che si lasciasse finire una bocca di emettere sospiri e pensieri e parole prima di saltarle addosso senza averle prestato alcun ascolto intenti come si era a cogliere il momento esatto per sferrare l'attacco della propria opinione. Vorrei che la mia macchina non consumasse così tanta benzina. Vorrei che halidi avesse ricevuto la mia foto, così sa com'è fatta la sua mamma italiana e quanti sorrisi gli dedico. Vorrei salire su un faro. Vorrei che Federica tornasse a trovarmi qualche volta. Andate avanti voi, io voglio tenermi sempre un passo indietro, voglio vedere dopo...voglio la seconda, anche l'ultima fila. Voglio che il display di questo telefono s'illumini del nome per il quale tanto fatico a respirare.

Saturday, November 11, 2006

"se tu fossi una brava ragazza, non ti comporteresti nel modo in cui ti comporti, la sera, invece di uscire, andresti a dormire, la mattina invece di dormire, andresti a messa, per la strada, se ti capitasse sotto gli occhi una di quelle, guarderesti altrove, invece di stare a osservare come si muove, non mi baceresti davanti a chiunque. Se tu fossi una brava ragazza, la ragazza che sognavo di incontrare, probabilmente ora, invece di volerti bene, chissà dove sarei. Se tu fossi una brava ragazza, dopo il primo incontro ti avrei quasi di sicuro lasciata."L.T.

Ebbene, potrei dire di sentirmi una cattiva ragazza da un pò di mesi a questa parte, da quando la fredda sensazione della morte mi è venuta vicino e mi ha sussurrato qualcosa all'orecchio, da quando una fata ha spiccato il volo e mi ha lasciata a pormi ancora altre domande...da allora credo di aver preso con me il senso dell'effimero, la paura di non farcela, il desiderio di non rimandare...se posso, prendo oggi e se non è troppo tardi, domani. Così mi sono ritrovata a lanciare baci e carezze al vento, a tenere con me il senso di un giorno, di un sole e di una luna, di una speranza, di una lacrima amara, ma senza lasciare andare le redini di un sogno sempre vivo, il mio sogno.

E così sono andata, avanti e indietro, spinta e tirata come le onde. Mi sono presa il mio tempo, ho lasciato che la fretta seguisse il suo corso...lentamente. No, non sono grigia...non una foto con sfumature seppia...sono viva, di colori, sono fresca. Sono acqua, voglio vita, voglio aria. Ripasso sui miei dolori, sui miei errori e mi ripeto che non poteva andarmi meglio, in tutto questo bene ed in tutto questo male...e non voglio dimenticare, non voglio scordarmi che tutto passa e che tutto resta.

Sunday, November 05, 2006

c' è sempre qualcosa che non va,c'è sempre quel sorriso a metà,quella smorfia a metà.la sottile certezza che le cose non vadano verso la giusta direzione, che gli altri sappiano sempre far meglio...la pizza, la loro professione, l'amore. c'è tanto senso di inadeguatezza, il fondo dei rimorsi e delle aspettative, dei traguardi sempre lì e degli aerei che non mi prendono mai a bordo.c'è un mare da scoprire, ma da quì solo una finestra attraverso la quale guardare. c'è inividia, rabbia per la certezza che non saprò mai dimostrare. chiudo gli occhi, apro gli occhi. non riesco più a riflettere su me stessa, non mi pongo più domande, non mi fermo più a meditare su quel che sto facendo...è giusto o sbagliato, poco importa, non ho il coraggio di guardarlo in faccia...codarda, vigliacca, che fuggi...ma dove vai?cosa cerchi?fermati...fermati. ho perduto me, quella meravigliosa creatura che ero, pura, pulita nel cuore e nella mente...ora faccio un brutto gioco, non mi sento dentro una scatola di detersivo sbiancante.si passa da un polo all'altro ,da un estremo all'altro. e sarò inadeguata anche quì, anche stavolta...sul lavoro, a tavola con la solita compagnia, ad avere sempre la sensazione di dire cose stupide, sbagliate, inopportune e mi sentirò inadeguata quando lui anche stasera mi bacerà il collo e mi chiederà di andare a casa sua e forse stavolta accetterò,forse stavolta cederò...sarò impacciata, eppur lo seguirò, lo lascerò fare, perchè senza amore mi sento morire...senza una mano che mi cerca sto sempre peggio, inaridisco, ammutolisco e mi tiro indietro senza saper dare giustificazioni quando si parla d'amore, d'odio, di passione, di suppliche e di rivolte,perchè non ho mai lottato ,non ho mai sofferto come il cuore almeno una volta merita.la vità è bella, ma la mia in questo momento non lo è poi così tanto.