caterina senza scarpe

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Location: somewhere over the rainbow

Wednesday, December 12, 2007

calendario


E' stato un lungo anno...ho visto i fogli del calendario scivolar via, sono stata a guardare la vita crescere, i sentimenti sbocciare, e tanta gente andar via...accompagnarli alla stazione e vederli salire sul loro vagone e non vederli nemmeno voltarsi a dirmi "ciao". Ho visto questo...ho visto il dolore della perdita, l'ultimo soffio sul volto pieno di rughe...ho rivisto quelle mani, tante volte studiate, tante volte idealizzate...scritturate per una reportage fotografico e rimaste sole, lì...a stringere un sacchetto con un pò di terra, quella dove hai riposto il tuo destino. Il treno è partito, pieno di gente, andata via chissà...per propria volontà o perchè non poteva far altrimenti. Mi sono tenuta lontana dalla rete, ma sono stata ad osservare...i bambini già adulti diventar cosa?Adulti lo son già, non hanno più molta strada da fare, sentono già tutto loro ed io che sono avanti con gli anni mi tengo stretta alla memoria, a tutte quelle polaroid sfuocate nella vista, ma nitide dentro...con le voci che risuonano chiare e distinte e gli occhi che pizzicano ancora un pò per un rimprovero che a volte mi manca. "Non mangiar ciccolato, ti fa male", mi manca questo mentre spingo il carrello tra gli scaffali che non hanno più le girelle e i tegolini...mentre studio le varianti infinite degli yogurt ed un nonnino dall'aria distinta, con gli occhi inquisitori, mi punta il dito contro e mi chiede, con fare poco cortese, se posso andare a fargli le pulizie di casa. Mi manca mia madre che mi manda a comprare il bicchiere di nutella con 800 lire...mi manca lei affacciata al balcone, che sorride alla vita e adesso piange, perchè il vuoto che ha preso casa dentro di lei non accenna a volersene andare. Un anno, tanto è trascorso da quando ho deciso di lasciar bianco il nuovo post...volevo la mia vita, quella fatta di mani, di tatto...di vetri che d'inverno si appannano mentre ci respiri contro, di fiori che sbocciano sul terrazzo contro ogni previsione atmosferica, di partite instancabili ed infinite a carte, giocate fino a tarda notte, e finalmente, dico finalmente, di un uomo che si addormenta con te e che vuole ritrovarti al suo fianco al risveglio...quando ti senti davvero un edificio del 1700 in rovina ed il bagno ti sembra l'isola della salvezza da raggiungere dopo un naufragio. Allora, magari, cerchi di non far rumore, di lasciarlo nel suo dolce sonno tentando di scivolar via dal letto...e proprio quando credi che anche il secondo piede abbia toccato il gelido pavimento, senti che una mano prima ti cerca e poi ferma la tua fuga...dove sei stato per tutto questo tempo...perchè non apriamo mai abbastanza gli occhi...